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Battleforge |
Prendere un chilo di carte collezionabili, mischiarle con una grande dose di RTS e, a fine cottura, aggiungere un pizzico di MMORPG : Battleforge è servito! A tavola, o meglio, alla tastiera. |
Lo studente Richard Garfield, all’inizio degli anni ‘90, venne a contatto con il direttore esecutivo della Wizards of The Coast. Dopo avergli proposto la produzione di un gioco da tavolo intitolato RoboRally ed aver ricevuto una risposta negativa, tornò con una nuova idea : un gioco di carte collezionabili chiamato Mana Clash. Nel 1993, quel GCC (Gioco di Carte Collezionabili, per l’appunto), il primo ed unico (allora) nel suo genere, si presentò al grande pubblico con il nome di Magic : The Gathering e, partito in sordina, è tuttora arrivato alla veneranda età di 16 anni, annoverando la bellezza di 10 edizioni base, 40 espansioni e 8 edizioni premium. Non male per delle “figurine”!
Nonostante alcune imitazioni (come ad esempio Yu-Gi-Oh! o il più recente gioco ispirato a World of Warcraft) Magic è ancora il leader nel suo campo, dimostrando dunque che l’idea di Garfield fu assolutamente azzeccata.
Presa la palla al balzo, EA decide di lanciarsi in una nuova sfida proponendo la risposta a questo quesito : cosa succede se prendo un gioco di carte collezionabili, lo trasformo in un RTS (Real Time Strategy) e permetto a più giocatori di sfidarsi in rete?
| | A fine mese sapremo se l’idea Electronic Arts avrà il successo che gli sviluppatori tedeschi attendono ma andiamo con ordine.
In Battleforge sappiamo che ci saranno la bellezza di 200 carte, divise in base alla rarità (proprio come succede per Magic, ci saranno carte comuni, non comuni e rare) ed ognuna di queste avrà un colore differente; ogni colore corrisponde ad un particolare elemento : il ghiaccio verrà rappresentato dal blu ed avrà caratteristiche difensive, il fuoco dal rosso che baderà per lo più all’aggressività, la natura dal verde la cui peculiarità sarà il controllo mentre l’ombra è di colore viola ed avrà come attributo il rischio.
La carta dispone di vari attributi : il nome che la identifica, il costo in energia e le sfere (mana) di cui abbiamo bisogno per attivarla, le abilità a disposizione, la rarità e gli attributi di danno e vita nel caso in cui sia una carta creatura.
Come avrete già capito, Battleforge non è un semplice gioco di strategia come tutti gli altri : in ogni mappa ci saranno fonti di energia e sfere di cui necessitiamo per giocare le varie carte, mentre il potere speso per ciascuna carta verrà bruciato e bisognerà aspettare del tempo prima che questo venga ricaricato, le sfere non verranno consumate ma rimarranno a disposizione finché un altro giocatore non le conquisterà.
Quindi senza dover costruire edifici per trincerarsi in difesa, sarà cura del giocatore dapprima cercare di accaparrarsi le sfere e le sorgenti di energia per poi iniziare a ‘scendere’ quante più carte possibili : questa sarà la parte più complicata e coinvolgente del gioco: quale tattica sarà la migliore? Converrà costruire un mazzo di creature meno potenti ma più agili che è possibile giocare da subito oppure si potrà vincere con pochi mostri massicci?
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Le modalità di gioco sono varie e vanno dal PvE (player versus environment) nel quale uno, due, quattro o dodici giocatori potranno sfidare avversari guidati dalla cpu con lo scopo di guadagnare punti esperienza per far evolvere le proprie creature e punti BF che potranno essere utilizzati per acquistare carte nelle case d’aste (le auction house già presenti in molti MMORPG), al PvP (player versus player) nel quale due giocatori si scontreranno al fine di vincere le carte dell’avversario e scalare la classifica mondiale.
Con l’acquisto del gioco base sarà possibile avere a disposizione 120 carte e, per ottenere le rimanenti, si potranno acquistare pacchetti aggiuntivi contenenti 8 carte, effettuare scambi o utilizzare le già citate auction house.
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Diciamoci la verità, c’è tanta carne a fuoco e, per stabilire l’esatto successo di quello che potrebbe essere un capolavoro, bisognerà aspettare la reazione del pubblico : in questo tipo di giochi infatti c’è necessità di avere una community affollata e particolarmente interessata.
Il prodotto potrebbe sembrare dedicato ad una piccola fetta di players ma, a giudicare dall’afflusso di giocatori che stanno provando l’open beta, ci sono buone speranze.
E’ possibile scaricare all’ indirizzo battleforge.ea.com il client per provare l’esperienza e decidere a posteriori se comprare o meno il gioco, un’ottima scelta quella di EA che viene in contro alle esigenze di molti evitando di far acquistare la versione finale del videogame a scatola chiusa.
Dopo un download lungo una vita, abbiamo avuto la possibilità di constatare una grafica sicuramente non eccelsa ma che non sfigura se messa a confronto con altri RTS e la giocabilità si mantiene su buoni livelli, lasciandoci con un motivato ottimismo.
Attendiamo le mosse di EA ed i prezzi relativi al gioco base e successivi booster pack.
Ci troveremo di fronte ad un nuovo fenomeno di massa?
Ai posteri l’ardua sentenza.
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| Pubblicato il 08/03/2009 |
Scritto da Luigi Carafa |
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